Nel ricordo di Renata: la Fondazione

Nel ricordo di Renata: la Fondazione

Venne spontaneo nello svolgersi di questa amicizia, porsi la domanda in più occasioni, quale futuro, alla luce del tempo attuale, avrebbe avuto o avrà il melodramma. Quali attese ancora poteva rappresentare la comunicazione del “bel canto” nella prospettiva a venire...

E nell'intrecciarsi delle considerazioni più ”varie” molte delle quali dipendevano certamente, dalla grande esperienza e profonda consapevolezza di chi aveva fatto di questa passione, una professione e un'arte, si affacciava l'accenno a costruire qualche cosa di concreto, che fosse per sempre il riverbero dell'esempio e il ricordo del grande nome di Renata.

L'idea di una Fondazione maturò e prese forma sulla scia di motivazioni solo apparentemente diverse, ma in fondo convergenti su obiettivi culturalmente affini.
Una spinta ad introdurre nella nostra realtà, un elemento aggiunto, in questo caso il “melodramma” per arricchire una sensibilità musicale verso orizzonti più ampi, partendo dal presupposto che anche questo poteva contribuire a raffinare l'ambiente culturale del nostro Paese. Ambiente non certamente sguarnito, in quanto San Marino già sede di un Istituto Musicale che aveva ed ha prodotto negli anni del suo encomiabile operare la propagazione di conoscenze, la formazione di professionalità, mutando radicalmente il quadro della realtà sammarinese che ha consentito a centinaia di giovani di esprimersi nell'arte e nella dimensione del suono e della melodia.

Ma soprattutto si convenne con la costituzione della Fondazione di sottolineare e rendere indelebile il rapporto che Renata Tebaldi allacciò con la nostra Terra durante la sua più che ventennale frequentazione e permanenza. Si trattava non di un artista qualunque, ma della “grande Renata” protagonista indiscussa del “bel canto italiano”, come ben ricordò il Prof. Bruno Cagli. “Bel canto italiano” portato nel mondo con una voce unica, “per il legame con la miglior tradizione”.

Ricordare nel tempo Renata e la sua vita dedicata interamente all'arte musicale avrebbe significato anche promuovere appropriate iniziative certamente di considerevole livello, alla individuazione di talenti, emergenti e di qualità, fra le giovani generazioni, con il fine anche di rappresentare uno strumento di sostegno, di introduzione a nuove affermazioni e quindi alla carriera vera e propria. Quest'ultimo concetto è sempre stata una motivazione cardine che animò i pensieri, i desideri e la generosa carica umana della grande Cantante; sempre aperta ad ascoltare, valutare, apprezzare il venir alla ribalta di nuove voci e suggerire, in tante occasioni, il raggiungimento di sempre migliori competenze vocali ed espressive, indicando a fondamento la grande disciplina che il canto operistico pretende. Coerentemente con quanto il Maestro Edoardo Muller testimonia nel raccontare che Renata metteva in atto “una serietà professionale senza compromessi”. Argomento questo toccato anche da lei stessa nelle conversazioni con gli amici; quando confidava, annoverando i sacrifici affrontati, la consegna totale al costante impegno e la dedizione indispensabile che avevano caratterizzato la sua vita, fin dai primi studi, nella giovane età.

Il 30 dicembre 2004 la Fondazione, con l'espressa autorizzazione di Renata Tebaldi si costituì e venne riconosciuta giuridicamente il 27 gennaio 2005.
Il testo dell'atto originario, succintamente recita: “...con lo scopo di promuovere un'attività culturale e precisamente un concorso vocale a me dedicato, con soddisfazione e con entusiasmo aderisco alla iniziativa e pertanto autorizzo il Comitato Promotore... Autorizzo altresì l'istituzione di una eventuale Fondazione od Associazione che abbia per scopo, non lucrativo, la realizzazione nel tempo di eventi culturali prettamente legati allo svolgimento di concorsi vocali, nel settore della lirica ed in generale nella musica classica a me dedicati quale persona e quale artista.”

Venne immediatamente costituito un Comitato Promotore di cui fecero parte all'inizio Valentino Bertinotti, Augusto Ciavatta, Luigi Lonfernini, Rosolino Martelli, Pier Marino Reggini, Niksa Simetovic. Trasformatosi poi in Consiglio di Amministrazione, dopo il riconoscimento giuridico. Si allargò quindi ad altri amici con l'apporto di Aldo Simoncini, Barbara Andreini, Maria Chiara Reggini, ed è giusto ricordare andando a quella prima pagina di vita e di attività, la collaborazione data da un folto gruppo, tutto al femminile, composto da Ernestina Viganò, Mirella Miriello Bertinotti, Wilelma Ercolani Lonfernini, Maria Grazia Fasola Martelli, Gabriella Merli Reggini, Drenka Drezga Simetovic. Nonchè, all'occorrenza, un cospicuo numero di “volontari” che si sono sempre prodigati gratuitamente con disponibilità assai rara.

Purtroppo Renata non ebbe modo di vedere realizzata la prima edizione del Concorso di canto a Lei dedicato.
Dopo una fase di progressivo peggioramento delle condizioni di salute, nonostante le cure prodigate e le premure continue della fedelissima Tina e degli amici più assidui, il 19 Dicembre 2004, nella casa di Borgo Maggiore, la grande artista, insostituibile nostra amica, venne a mancare.

Partecipammo alla giornata delle esequie, prima celebrate solennemente a San Marino, con la partecipazione delle massime Autorità dello Stato, poi a Milano dove gli esponenti della Città, della cultura e tantissime persone giunte da ogni parte, omaggiarono con la loro presenza, la figura, la testimonianza ed il ricordo di un personaggio che ha segnato nel tempo la stessa vita della metropoli lombarda e non solo.
Fu trasferita poi per la tumulazione nella tomba di famiglia a Langhirano in provincia di Parma, il paese ove trascorse gli anni della sua gioventù. Una folla, visibilmente commossa, faceva ala, lungo il percorso nell'ultima conclusiva parte del rito funebre. Una circostanza ancora più toccante giacché l'Amministrazione comunale aveva predisposto, per quell'ultimo saluto alla celeberrima concittadina l'effusione della voce cantante di Renata, che accentuava ancor più l'atmosfera di profonda e generale commozione. Ogni strada, ogni piazza, ogni vicolo ne era pervaso...

Rosolino Martelli
Vice Presidente Fondazione Renata Tebaldi